L'editoriale di Malote

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Non è l'inferno...


Un giorno prima della trasferta di Firenze immagino una bella sconfitta,

quest'anno non abbiamo avuto lo stesso rendimento fuori casa che c'è stato nella stagione passata, tuttavia dopo due soli minuti ci rendiamo conto che al Franchi "Non è l'inferno" (Emma), pronti via e lo scatto bruciante di Cavani è davvero fulminante, non solo per il portiere avversario ma per tutti, compreso me, che non ritenevano che l'attaccante uruguagio si sarebbe ripetuto con così tanti gol. Avviene così che tutte le fesserie sull'attaccante che ha avuto solo molta fortuna lo scorso anno "Sono solo parole" (Noemi) e, mio caro Edinson, "Il mio grande mistero" (Irene Fornaciari) "Sei tu" (Matia Bazar).

Non tardiamo così a comprendere che questa volta Mazzarri è davvero riuscito a ricordare ai suoi che,  prima della partita dell'anno di martedi prossimo, c'è n'è una altrettanto importante per non rendere anonimo questo campionato.

La difesa è attenta, Britos lotta su ogni palla e si fa vedere anche sui calci piazzati nell'area avversaria; Cannavaro finalmente dimostra lucidità e Campagnaro pare meno "invasato" di altre volte ma la sua uscita non verrà rimpianta dall'ingresso di un Grava in ottima forma anche dal punto di vista mentale.

Il centrocampo seppur senza grossi sforzi regge e l'occasione per raddoppiare è ghiotta, Britos si mangia un gol già fatto, Maggio colpisce la traversa. Superbike sembra all'improvviso tornato il mangiatore di chilometri che tutti conoscevamo e non lascia "Respirare" (D'Alessio-Bertè) il suo diretto avversario.

"La notte" (Arisa) non è ancora finita, la partita non è ancora vinta ed è così che Rosati, che ottimamente rimpiazza De Sanctis (fermatosi a 99 partite consecutive in A), non intercetta "Un pallone" (Bersani) che si stampa sull'esterno del palo.

A questo punto Mazzarri sembra dire: ""Nanì" (Carone-Dalla) non si può soffrire "Per sempre" (Nina Zilli)", i giocatori ingranano la quarta, Hamsik dà una splendida palla per il Matador che gli permette di arrivare a 15 gol.

Inler finalmente sembra un lottatore e Dzemaili, seppur senza fare sfracelli svolge il suo compitino senza sbavature. Nelle trasferte vinte in questo campionato i gol del Napoli sono sempre stati tre, Lavezzi se ne divora uno da rispedirlo subito a casa... "Al posto del mondo" (Civello) in cui vorresti vedere il tuo Napoli non può mancare però il Pocho che dopo un calcio d'angolo a nostro favore nei minuti di recupero ruba palla "E tu lo chiami Dio" (Finardi), perchè non puoi non pensare che in questi momenti non sia un dio del pallone; per un attimo  nella sua corsa verso la porta ti viene in mente Diego ai mondiali, nessuno in questo momento riesce a fermarlo e questa corsa sembra non finire, "la tua bellezza" (Renga) vorresti sussurrargli ad un orecchio, nel non perdere dal piede questo pallone che pare incollato, serve a farti dimenticare le delusioni dell'ultimo mese.

I duemila tifosi azzurri sfogano la gioia più grande, il poter cantare "O' Surdato nnammurato" nello stadio degli avversari, per dimostrare il proprio valore, e questa stessa canzone che diviene nuovamente "Canzone per un figlio" ritrovato, ci auguriamo di poter sentire martedì sera dopo la sfida con il Chelsea orgogliosi di esserci.

Gianluca Malote - SportdelGolfo.com

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